L’artrosi dell’anca e l’artrosi del ginocchio, insieme, rappresentano degli importanti fattori che contribuiscono alla disabilità del paziente. In presenza di una artrosi grave, sintomatica e di lungo corso l’intervento di sostituzione articolare può rappresentare l’unica alternativa terapeutica efficace.
Qual è l’effetto dello Sport sulle nostre articolazioni?
Sulla relazione tra sport e benessere articolare esistono in letteratura evidenze contrastanti. Stando ai modelli biomeccanici più recenti, l’attività fisica moderata ed un carico meccanico moderato sarebbero necessari al benessere della cartilagine. Questo riscontro è supportato inoltre da studi in vitro che mettono alla luce come un carico ciclico ed intermittente della cartilagine stimoli il corretto metabolismo dei condrociti. Al contrario, studi clinici dimostrano che la forzata inattività in individui affetti da lesioni del midollo spinale determini un progressivo assottigliamento della cartilagine. Esistono inoltre evidenze scientifiche che la debolezza muscolare (la sarcopenia) giochi un ruolo nella patogenesi dell’artrosi ed è esperienza consolidata che la terapia fisica sia utile nella gestione precoce dell’artrosi.
E l’attività fisica intensa?
L’attività fisica intensa, invece, sopratutto se a livello professionistico, sembrerebbe rappresentare un potenziale fattore di rischio per una degenerazione articolare precoce.
Un recente studio pubblicato sul prestigioso British Medical Journal of Sport Medicine ha confermato che la partecipazione a determinate discipline sportive, o categorie di discipline sportive, è associata ad una maggiore prevalenza di osteoartrosi dell’anca e del ginocchio. Questo studio ha rilevato un rischio raddoppiato di protesi totale dell’anca tra gli ex atleti professionisti rispetto alla popolazione generale per entrambi i sessi. Circa 1 ex-atleta donna su 9 ed 1 ex-atleta di sesso maschile su 12 va incontro ad un intervento di protesi di anca per artrosi entro i 75 anni rispetto a circa 1 su 16 femmine e 1 su 26 maschi della popolazione generale. Nel complesso quindi, l’essere stato un atleta professionista è associato ad un rischio raddoppiato di essere operato di protesi di anca rispetto alla popolazione generale, sia per gli atleti di sesso femminile che maschile. Le atlete presentano il rischio assoluto più elevato, ma i maschi presentano il rischio relativo (aumento del rischio) più elevato rispetto alla rispettiva popolazione generale femminile e maschile.
Andando a vedere nel dettaglio delle diverse discipline sportive si è evidenziato che quelle a basso impatto articolare presentano il rischio più basso di artrosi grave, mentre le discipline sportive ad alto impatto articolare presentano il rischio più elevato. Questo risultato è in linea con gli studi precedentemente riportati sugli atleti professionisti.

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